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# 80 miliardi incassati, 40 girati allo Stato
- URL: https://becchizibordix.ghost.io/80-miliardi-incassati-40-girati-allo-stato/
- Published: 2026-08-16T09:57:37.000Z
- Updated: 2026-08-22T15:52:30.000Z
- Author: Becchi_Zibordi

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## Cosa è successo agli interessi sui BTP comprati dalla banca centrale

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Il 15 agosto 2026 *Il Sole 24 Ore* titola sul "paradosso" del debito pubblico italiano: livelli record, ma domanda estera in forte crescita. La quota detenuta dagli investitori internazionali è salita al 36%, la più alta dalla crisi dell'autunno 2011.

Se il 35,9% dei titoli è in mani estere → circa 970–990 miliardi detenuti da non residenti, circa 28–32 miliardi di euro l'anno, diciamo \~30 mld. Sono circa l'1,3% del PIL ogni anno vanno all'estero. Paghi tasse per mandare soldi all'estero. Questo è un concetto semplice che tutti dovrebbero capire. Puoi ridurre le tasse di 30 miliardi l'anno se la smetti, offrendo da parte dello stato un conto corrente con dentro Bot ai residenti italiani (come abbiamo spiegato).

Ma poi c'è un altra cosa che NESSUNO mai discute e cioè che Bankitalia e BCE dovevano girare gli interessi allo stato, ma invece metà è finita in pratica alle banche.

## Chi incassa gli interessi dei BTP ?

L'Italia paga oggi circa **87-90 miliardi di euro l'anno** di interessi sul debito pubblico (87,1 miliardi nel 2025, pari al 3,9% del PIL, su uno stock che a maggio 2026 ha superato i 3.180 miliardi). Questi soldi vanno a tre destinatari:

| Detentore                                | Quota titoli | Interessi/anno (stima) | Torna al Tesoro?    |
| ---------------------------------------- | ------------ | ---------------------- | ------------------- |
| Investitori esteri                       | \~36%        | \~30 mld               | No                  |
| Banca d'Italia                           | \~20%        | \~9-11 mld             | In minima parte     |
| Banche, assicurazioni, famiglie italiane | \~44%        | \~48 mld               | Solo via tassazione |

La voce estera è quella che fa notizia. La voce Banca d'Italia è quella che merita attenzione, perché per anni è stata raccontata come una partita di giro: la banca centrale incassa la cedola, chiude l'esercizio in utile, gira l'utile allo Stato. Interessi che escono da una tasca e rientrano nell'altra. Funzionava così. Ma dopo il QE di Draghi dal 2014 ha smesso di funzionare così. Hanno incassato 90 miliardi, ma ne hanno girato allo stato 40 miliardi. 50 miliardi sono stati usati per finanziare le banche. NESSUNO LO SCRIVE MAI

Per essere precisi qui si spiegano anche i dettagli, ma se ti annoia l'economia leggi solo le tabelle, i titoli e le frasi in grassetto !

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## Quanto ha incassato l'Eurosistema sui titoli italiani

Tra il 2015 e il 2025, tra "PSPP e PEPP", Banca d'Italia ha accumulato un portafoglio di titoli pubblici italiani passato da zero a un picco di circa 670 miliardi nel 2023, oggi sceso attorno ai 570-600 per effetto del quantitative tightening.

Il rendimento medio di quel portafoglio è la variabile critica, ed è più bassa di quanto l'intuizione suggerisca. La banca centrale comprava titoli lunghi — vita media residua attorno ai 7 anni — ma li comprava nella finestra in cui i rendimenti erano ai minimi storici. Nell'ottobre 2020 il decennale toccava lo 0,72%, il trentennale l'1,62%; nel febbraio 2021 il ventennale segnava il minimo storico allo 0,94%. Il PEPP, che rappresenta la fetta più grande degli acquisti, si concentra proprio lì. Rendimento medio di portafoglio stimato: **1,3-1,6%**.

- **Banca d'Italia: \~71 miliardi** di interessi incassati dal Tesoro in undici anni
- **BCE (che detiene direttamente circa il 10% degli acquisti): \~8-9 miliardi**
- **Totale: 78-80 miliardi**

Con ipotesi più generose sul rendimento, il totale sale verso i 90\. Chiamiamola una forbice **80-90 miliardi**.

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## Quanto è tornato allo Stato: 41,3 miliardi

Il dato non è una stima. È nella relazione del Governatore Panetta al bilancio 2025: negli ultimi dieci anni le risorse destinate allo Stato hanno raggiunto **41,3 miliardi**, di cui 34,8 dall'utile netto e 6,5 a titolo di imposte correnti. Ai partecipanti privati al capitale sono andati 2,9 miliardi.

L'andamento anno per anno racconta la storia meglio di qualsiasi commento:

| Esercizio | Utile netto | Devoluto allo Stato | Imposte   |
| --------- | ----------- | ------------------- | --------- |
| 2018      | 6.240 mln   | 5.710 mln           | 1.155 mln |
| 2019      | 8.246 mln   | 7.867 mln           | 1.009 mln |
| 2020      | 6.286 mln   | 5.906 mln           | 1.409 mln |
| **2023**  | **815 mln** | **621 mln**         | –         |
| **2024**  | **844 mln** | **644 mln**         | –         |
| 2025      | 1.652 mln   | 1.272 mln           | \~466 mln |

Nel 2019 il Tesoro incassava 8,9 miliardi tra dividendo e imposte. Nel 2024, 644 milioni. Un crollo del 93%.

**Il divario tra incassato e retrocesso è dell'ordine di 37-40 miliardi in dieci anni.**

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## Dove sono finiti

Non in svalutazioni. È un punto tecnico che vale la pena chiarire, perché è controintuitivo: i portafogli di politica monetaria dell'Eurosistema sono valutati al **costo ammortizzato**, non al *mark to market*. Un BTP comprato a 100 nel 2021 e quotato 84 oggi resta iscritto vicino a 100 e sarà rimborsato a 100\. La minusvalenza esiste economicamente ma non transita mai da conto economico.

I soldi sono finiti nel **carry negativo**. Il meccanismo:

- **2015-2021** — Tasso BCE sui depositi a −0,50%. La banca centrale incassava l'1,5% sui titoli e *guadagnava* anche sul passivo. Doppio margine positivo, utili da 6-8 miliardi l'anno.
- **2022-2024** — Il tasso sale fino al 4,00%. L'attivo resta bloccato all'1,5% (titoli lunghi, cedole fisse), il passivo si riprezza immediatamente. Il margine si inverte.

Risultato: perdite lorde di **7.125 milioni nel 2023** e **7.319 milioni nel 2024**, coperte prelevando **11.400 milioni** dal fondo rischi generali. L'utile netto è rimasto formalmente positivo solo grazie a quel fondo e al recupero fiscale.

Il 2025 ha girato — risultato lordo tornato positivo a 3.018 milioni, utile netto 1.652 — ma il fondo rischi è stato rialimentato per soli 900 milioni sugli 11.400 prelevati. La ricostituzione del cuscinetto assorbirà utili per anni.

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## L'altra metà del conto: quanto è andato alle banche

Il passivo che ha bruciato quegli utili non è un'astrazione. Sono riserve bancarie remunerate al tasso di deposito. Stima del costo:

|              | Italia          | Eurosistema       |
| ------------ | --------------- | ----------------- |
| 2022         | \~1 mld         | \~15 mld          |
| 2023         | \~11,5 mld      | \~120 mld         |
| 2024         | \~10 mld        | \~105 mld         |
| 2025         | \~5,5 mld       | \~65 mld          |
| 2026 (stima) | \~4 mld         | \~50 mld          |
| **Totale**   | **\~30-32 mld** | **\~340-360 mld** |

Da questa cifra va scontata una partita di segno opposto: dal 2014 al 2022, con tassi negativi, le banche *pagavano* per detenere riserve, e quel reddito finiva alla banca centrale e da lì allo Stato. Ordine di grandezza per l'Italia: 6-8 miliardi. Netto, il flusso decennale verso le banche italiane si attesta sui **22-25 miliardi**.

C'è poi una voce ancora più grande e quasi mai citata: il saldo TARGET, sceso da 521 a 416 miliardi nel 2024, remunerato al tasso sulle operazioni di rifinanziamento. Al 4% valeva circa 18 miliardi l'anno — che non vanno alle banche commerciali, ma alle altre banche centrali nazionali dell'area euro.

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## Il quadro d'insieme

| Voce                                                                 | Importo       |
| -------------------------------------------------------------------- | ------------- |
| Interessi incassati dall'Eurosistema sui titoli italiani (2015-2025) | **80-90 mld** |
| Di cui restituiti allo Stato italiano                                | **41,3 mld**  |
| **Differenza**                                                       | **\~40 mld**  |
| Pagato alle banche italiane sulle riserve (2022-2026, netto)         | \~22-25 mld   |
| Pagato alle banche dell'area euro sulle riserve                      | \~350 mld     |

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## obiezioni varie...

**Remunerare le riserve ALLE BANCHE al tasso di policy non è una scelta, è il meccanismo.** È così che la banca centrale muove i tassi di mercato. Non remunerarle equivarrebbe a una tassa sulle banche e spezzerebbe la trasmissione della politica monetaria. La contro-obiezione, altrettanto fondata, è che il *volume* di riserve da remunerare non è endogeno: è il prodotto diretto del QE, cioè di una decisione discrezionale delle stesse autorità. E che schemi di *tiering* — in vigore in area euro solo tra 2019 e 2022 — avrebbero potuto contenerne il costo.

**Le perdite delle banche centrali non sono perdite di uno Stato.** Una banca centrale può operare con patrimonio negativo, e i 40 miliardi "mancati" al Tesoro non sono un buco da colmare: sono un mancato ricavo, che si riassorbirà quando il portafoglio a basso rendimento sarà scaduto. Vero. Ma nel frattempo quel mancato ricavo è deficit reale, ogni anno, nei conti che contano ai fini delle regole europee.

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## DA ANNI LA BANCA CENTRALE NON GIRA GLI INTERESSI ALLO STATO

La frase "gli interessi che il Tesoro paga a Banca d'Italia tornano al Tesoro" era vera fino al 2021\. Oggi descrive un mondo che non esiste più: di 8-9 miliardi annui si è passati a 1,7.

Sommando i circa 30 miliardi che ogni anno escono verso gli investitori esteri e i 9-10 che finiscono a Banca d'Italia senza più tornare, si arriva a **circa 40 miliardi l'anno di interessi che il bilancio pubblico paga e non rivede** — quasi la metà della spesa complessiva per interessi. Dieci anni fa questa cifra era sensibilmente più bassa, e non perché il debito fosse più piccolo.

Il paradosso del titolo del *Sole* è quindi meno paradossale di quanto sembri. Con la BCE che non reinveste più, qualcuno deve pur comprare i titoli che l'Eurosistema lascia scadere. Quel qualcuno, sempre più, è l'estero. E l'estero, a differenza della banca centrale, non ha mai avuto l'abitudine di restituire nulla.

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*Nota metodologica: le cifre su utili, perdite e somme devolute allo Stato sono tratte dai bilanci di esercizio della Banca d'Italia e dalle relazioni del Governatore. Le stime sugli interessi incassati e sul costo delle riserve sono ricostruzioni dell'autore basate su giacenze medie e tassi di policy, con un margine di errore che può essere significativo. Il dato puntuale sarebbe verificabile nella voce "interessi attivi su titoli detenuti per finalità di politica monetaria" delle note integrative ai bilanci annuali.*