Conte ha tradito il Movimento: da leader senza partito a partito senza idee
Conte ha distrutto quello che Grillo costruì: una democrazia diretta senza élite. Ora se ne vanta come inventore, tradendo il sogno originale del M5S.
“Che ne sai tu di un campo di grano…. “
Politicamente Giuseppe Conte rappresenta un caso esemplare di infamia e di ipocrisia. Da un punto di vista morale si potrebbe anche parlare di mancanza di gratitudine, perché senza Grillo sarebbe rimasto uno sconosciuto prof dalla carriera facile grazie ad uno sponsor d’eccezione e diciamo così una carriera non proprio brillante.
Ma ora è tutto gasato per la presentazione del suo libro che certo non leggerò. Ma lasciatemi dire solo due parole su alcune sue recenti dichiarazioni alla stampa.
Al Falso Quotidiano parla di uno statuto predemocratico e che lui avrebbe portato democrazia nel partito come leader del partito. Sta parlando dello statuto di Di Maio e Davide Casaleggio, e quello statuto non ha niente a che fare con quello di Grillo e Gianroberto che nasceva da un non statuto. Lo statuto di cui parla il mago di Oz, quello da lui ( Conte) voluto nelle disposizioni transitorie prevedeva che il presidente del partito fosse designato da Grillo e quindi senza contenendenti. Bella democrazia, quella di Conte. Che prima ha fatto fuori Davide, poi Di Maio e infine Grillo stesso.
Ma sono pagliuzze rispetto alla trave del linguaggio adoperato dal mago: leader, partito, parlamentari. Ma ha mai letto questo personaggio cosa scriveva Casaleggio padre? Prima di parlare di lui come fa nel Corriere della serva dovrebbe sciacquarsi la bocca.
“Che ne sai tu di un campo di grano, che ne sai ?”
Non conosci niente del MoVimento e delle sue idee.
La costruzione di un MoVimento senza leader, dove i parlamentari era dei semplici portavoce e non esistevano militanti ma attivisti. Due mandati e a casa perché la politica è un servizio e non una professione.
Abbiamo persino cambiato il linguaggio della politica.
Altro che predemocratico, era un’idea nuova di democrazia che nella crisi di quella rappresentativa cercava di inserire il più possibile elementi di democrazia diretta, restituendo la politica ai cittadini senza l’intermediazione dei partiti.
Va bene, ok era solo un sogno ma Beppe e Gianroberto hanno fatto sognare milioni di italiani e tu se vuoi farti il tuo fottuto partitino di sinistra progressista fattelo pure ma mettici il tuo nome e il tuo simbolo. Noi eravamo oltre, oltre la sinistra e oltre la destra.
Il movimento è stato “il sogno di una cosa”…
“Un sogno? Che cos’è un sogno? E la nostra vita non è forse un sogno ?”