Gli antichi egizi erano geneticamente levantini, non subsahariani

Studio Max Planck su mummie: DNA faraonico più vicino agli europei e mediorientali, scarsa componente africana subsahariana.

Gli antichi egizi erano geneticamente levantini, non subsahariani

Uno studio fondamentale pubblicato nel 2017 sulla rivista Nature Communications (condotto dal Max Planck Institute), ha analizzato il genoma di 90 mummie provenienti dal sito di Abusir el-Meleq.
"Ancient Egyptian mummy genomes suggest an increase of Sub-Saharan African ancestry in post-Roman periods"

il DNA delle mummie (risalenti a un periodo compreso tra il 1380 a.C. e il 425 d.C.) mostra una stretta parentela con le popolazioni neolitiche e dell'Età del Bronzo del Levante (Israele, Giordania) e dell'Anatolia, che lui definisce geneticamente simili agli europei moderni.

gli antichi egizi avessero pochissima componente genetica dell'Africa sub-sahariana. Al contrario, gli egiziani odierni avrebbero circa l'8% in più di DNA sub-sahariano rispetto alle mummie analizzate, a causa di flussi migratori più recenti.

mummie con capelli biondi o rossi e statue di faraoni con occhi azzurri, interpretandoli come prova di una classe dirigente etnicamente distinta.

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