Il film sulla guerra non è propaganda, è discussione

Vietare una proiezione per ragioni politiche è censura pura, sindaci e media dovrebbero starne alla larga.

Chi ha visto il film, come il sottoscritto a Genova, sa benissimo che nel film non c’è nessun incitamento all’odio e al genocidio del popolo ucraino. Certo, il film parteggia per i russi, ma non è questa una ragione per vietarne la proiezione. Il film fa discutere e allora si apra una civile discussione. Lei, come Sindaco, glielo dico con tutto il rispetto che si deve per la carica che ricopre, dovrebbe vergognarsi per quello che ha scritto e sono pronto ad un dibattito pubblico per dimostrare quello che affermo. Sarebbe una grave forma di censura se il film non fosse proiettato.

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