La grazia a Nicole Minetti è un colpo alla memoria di Berlusconi
Mentre la famiglia Berlusconi cerca di riabilitare il Cav, la magistratura rimette in scena la Minetti per smontare il mito: un gran puttaniere, non visionario.
Nicole Minetti, impossibile dimenticarla… condannata per favoreggiamento alla prostituzione e per peculato, chiede la grazia. Ok, fin qui nessun problema. Il motivo? Accudire ad un minore che avrebbe adottato. Qui qualche sospetto viene. Un bel salto di qualità, quasi una conversione. Tutto è possibile, mah …
La pratica viene istruita da un magistrato, trasmessa al Ministro competente e da qui passa al Presidente della Repubblica che firma la grazia. Tutto regolare, no?
Un giornalista fa il suo lavoro, non ci sarebbe da stupirsi se avesse avuto una bella imbeccata ( da chi?) e solleva un problema: tutto veramente in ordine? Pare di no e il Presidente si incavola un po’ con il Ministro, che si è limitato a fare il passa carte senza dare neppure una controllata.
Tutto qui ?
E no, ve lo ricordate Gratterei:
“dopo il referendum pagherete il conto”. Ecco il primo, che mette seriamente in difficoltà il Ministro, il quale non si è accorto del pacco che gli è stato rifilato.
Ma non basta, proprio nel momento in cui Marina e Pier Silvio cercano di riabilitare la memoria del padre, ecco il colpo veramente di grazia: di nuovo la Minetti al centro dell’attenzione. Altro che gran visionario SB, era solo un gran puttaniere. Ve lo ricordate? E così il gioco è fatto.
Due piccioni con una fava.
Il Ministro viene subito riconfermato, insomma tutto a posto, e quindi la responsabilità è del Presidente della Repubblica che ha firmato e che ora è in difficoltà dal governo.
Un grande successo per la magistratura e per il governo una nuova figura de mierda.