La sconfitta di Orbán apre la strada alla guerra Europa-Russia

L'Ungheria esce dall'isolamento europeo e perde il ruolo di ponte con Mosca. Per Meloni e Salvini il monito è chiaro: la recessione li farà perdere.

Chi ha vinto in Ungheria e chi ha perso ( e cosa questo significa per noi)

Era nell‘aria, ma ieri sera c’è stato il vento forte che ha spazzato via Orbán. La prima cosa che c’è da sottolineare è che chi ha detto che queste elezioni sarebbero state truccate dai russi andrebbe preso a schiaffi. E la partecipazione popolare che c’è stata noi ce la sogniamo. Il sistema democratico non è mai stato messo in discussione da Orbán. Che ha perso e lo ha riconosciuto subito.

C’era voglia di cambiamento dopo sedici anni di potere. Io credo che abbia contato molto il voto giovanile e quello delle città. Come che sia ora avremo un paese allineato agli altri in Europa. Von der Leyen tira un sospiro di sollievo e Putin perde quell‘ unico ponte che era rimasto con l‘Europa. Sotto il profilo geopolitico questo è il risultato del voto ungherese. Il grosso rischio a questo punto è che l‘appoggio a Zelensky si intensifichi e che la guerra in Ucraina diventi a tutti gli effetti una guerra Europa contro la Russia.

Ma il voto è anche un segnale per tutti i sovranisti. In primis per Meloni e Salvini. Si vota il prossimo anno in Italia e se i partiti di centrosinistra si uniscono e trovano un candidato attraente, che peraltro già si è offerto, il sindaco di Genova, il cambio diventa possibile anche in Italia.

Gli italiani hanno dato un avvertimento al governo con il Referendum: si sarebbero aspettati un rafforzamento del governo, „un rimpasto“ e un cambio di rotta e invece tutto continua come prima. È un governo „vecchio“ che non sa parlare alle giovani generazioni, anzi queste vengono guardate con disprezzo e i giovani alla fine ti votano contro, non interessa loro sapere per cosa votano, ti votano contro e basta, quando un tempo non sarebbero neppure andati a votare. Questo lo staff di Salis lo ha capito …

Per Meloni invece „sin che la barca va, lasciala andare“ … e noi stiamo andando allegramente verso la recessione. Difficile pensare di uscirne con qualche bonus. Arriveranno scelte impopolari e poi il voto popolare.

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