L'isola di Epstein era il sadismo di Sade reso reale con la tecnologia

Little St. James univa depravazione sessuale e transumanismo: panopticon elettronico per controllare ogni atto, laboratorio per creare 'razze superiori'. Nichilismo europeo superato.

È un po’ lungo, ma leggetelo …

Ironia hegeliana della storia: l'America che voleva redimersi dalla Vecchia Europa corrotta e libertina finisce con Epstein per riprodurla nella sua forma più estrema e inquietante. Pochi sanno che Epstein sul suo scrittoio nella townhouse di Manhattan teneva ostentatamente una copia di Justine, ou les Malheurs de la Vertu del Marchese de Sade. Justine era una ragazza innocente, orfana e minorenne, viene sfruttata, violentata, torturata, umiliata da ricchi potenti per dimostrare filosoficamente la superiorità del vizio sulla virtù. Il messaggio del “Divino Marchese” (per la verità più satanico che divino) è chiaro. La natura è crudele, la morale pura ipocrisia, il vizio vince sulla virtù, il forte ha tutti i diritti sul debole, il piacere si ottiene violando ogni tabù. Sade racconta, Epstein ha nella sua isola reso reali quei racconti. A Sade bastava un castello e i depravati erano pochi, per Epstein ci voleva un’isola intera, e tutti i personaggi più importanti dell’impero dovevano esserne ospiti. Sade sarebbe rimasto entusiasta e non avrebbe neppure potuto intuire che Epstein era andato molto oltre la sua immaginazione. Non solo l’isola era stata trasformata in una sorta di “panocticon” dove qualsiasi movimento o azione, attraverso telecamere e microfoni nascosti dappertutto, veniva sorvegliato e controllato (e questo spiega la colossale quantità di materiale che sta uscendo) ma era diventata il luogo in cui si sarebbero dovuti realizzare i sogni transumanisti di Epstein della creazione di una “razza superiore”, sì, perché anche questo si aggiunge al suo delirio di onnipotenza. Il nichilismo europeo diventa una barzelletta rispetto a Little St. James: l’isola privata non era solo un resort di lusso per orge ma un laboratorio ipertecnologico che univa decadenza e ipermodernità, depravazione sessuale e transumanismo. Certo, tutto questo è eccessivo nella sua follia, Epstein però non è un caso marginale,bensì lo specchio deformante e crudele di un Impero che non potrà più essere il centro del mondo.

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