Meloni: durezza sui migranti, pragmatismo sul lavoro nero

Governo promette blocchi navali ma autorizza legalmente 497mila lavoratori extracomunitari dal 2026-2028. Il Piano Mattei in Africa copre l'immigrazione economica necessaria al Nord.

"...secondo il professor Erik Jones dell’Istituto Universitario Europeo, la Meloni ha imparato a parlare di immigrazione usando “due registri diversi”. Da un lato, colpisce le corde della sua base elettorale con la linea dura contro le imbarcazioni delle Ong e la minaccia di blocchi navali. Dall’altro, soddisfa la comunità imprenditoriale, specialmente nel Nord, facilitando i canali di migrazione legale. “Politicamente – ha spiegato il professor Erik Jones, direttore del Robert Schuman Centre presso l’Istituto Universitario Europeo-, può parlare duramente di migrazione. Ma economicamente, è molto più pragmatica”.

Questa strategia “dual track” include anche il Piano Mattei, lanciato nel 2024 per promuovere lo sviluppo in Africa attraverso circa 100 progetti in settori come energia e agricoltura. L’obiettivo dichiarato è garantire ai cittadini provenienti dall’Africa il “diritto a non emigrare“, offrendo opportunità nei loro Paesi d’origine.

Reazioni in Europa e critiche interne...Dietro la retorica della linea dura, il quotidiano britannico evidenzia una realtà diversa: per rispondere alla crisi demografica e alla carenza di manodopera, il governo Meloni ha pianificato l’ingresso legale di 497.550 lavoratori extracomunitari tra il 2026 e il 2028. Questa cifra si aggiunge ai 450.000 permessi già approvati per il triennio 2023-2025.
Secondo gli esperti consultati dal Telegraph, si tratta di un approccio “quintessenzialmente meloniano”: una posizione pubblica intransigente abbinata a una gestione pragmatica che riconosce la necessità economica di nuovi lavoratori.

La ragione di questa apertura è da ricercarsi nei dati demografici allarmanti: nel 2024, l’Italia ha registrato 281.000 decessi in più rispetto alle nascite, con la popolazione totale scesa a 58,93 milioni. Questa contrazione si traduce in una fame di lavoratori in settori chiave come l’agricoltura e il turismo.

Esemplare è la storia riportata dal quotidiano di due migranti indiani, Parwinder e Beant Singh, impiegati in un’azienda lattiero-casearia a Bracciano, nel Lazio. Il proprietario della fattoria, Dante Picotti, ha dichiarato apertamente di aver bisogno di loro perché “i giovani italiani non vogliono fare questo lavoro”, aggiungendo che senza il loro aiuto sarebbe costretto a chiudere l’attività. Per agevolare queste imprese, il governo ha snellito e accelerato le procedure per i visti legali.

@GiovanniZibordi

Post originale su X