Repubblica cala di vendite e accusa Meloni di censura

Il giornale censore di se stesso scrive falsità per due anni, perde un milione di lettori e incolpa il governo della crisi.

In questi giorni sono apparse lamentele stucchevoli, alimentate addirittura dal Direttore di „Repubblica“, circa presunte censure da parte del governo e la necessità di garantire la libertà di espressione. Scusate se vi dico che mi scappa da ridere. Se c’è un giornale che censura qualsiasi argomentazione non allineata questo è proprio „Repubblica“. Pensate solo al ruolo svolto da questo giornale durante l’emergenza sanitaria e poi alla continua disinformazione sul conflitto in Ucraina. Ma allora perché queste accuse al governo? Scrivono quello che vogliono, tutte le falsità che vogliono e si lamentato della censura che subirebbero?
Il motivo è molto semplice, il giornale sta vendendo sempre meno, una vera apocalisse e allora ecco la pensata del Direttore: incolpare il governo per la crisi del giornale.
I dati sono in effetti allarmanti. Da 2. 270. 753 copie vendute nel 2021 si è passati a 1.514.735 del 2023, e non si vede a quanto pare traccia di risalita in questo primo mese dell’anno. E allora ecco la pensata: la colpa è del governo non di una linea editoriale faziosa, inadeguata, che non lascia spazio alla pubblica discussione e mira solo a fare propaganda. Continuate pure su questa linea, avete tutta la libertà di farlo, ma per favore non date la colpa a Meloni se avete sempre meno lettori.

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