Una guerra teologica tra due fondamentalismi senza possibile compromesso

Il conflitto Iran-Israele non è politico ma religioso: riconstruire il Tempio contro salvare Al-Aqsa. Due nemici assoluti che non potranno mai fare pace.

Hanno eliminato il padre e ora pensano di eliminare il figlio. Ma come possono pensare di eliminare una religione?

Questa è ormai una guerra teologico-politica tra ebrei e sciiti. Il conflitto in questo caso è assoluto, l’odio resterà per sempre. È una illusione pensare che una repubblica islamica possa capitolare, quando c’è di mezzo un Dio e una nazione che si identifica con quel Dio. E lo stesso vale per il sionismo religioso di Netanyahu.

Trump è un commerciante, un affarista, che farebbe affari anche col diavolo, ma non si è reso conto di quello che ha fatto. O forse è stato ricattato da Netanyahu sull’affaire Epstein.

Come che sia ora due fondamentalismi si fronteggiano: lo Stato degli ebrei e lo Stato islamico. Il primo ha tentato ma ha fallito il processo di secolarizzazione, il secondo non lo ha neppure tentato. E così ora siamo tornati ad un conflitto teologico-politico totale, una lotta mortale tra due nemici assoluti, tra chi vuole ricostruire il Tempio e chi vuole salvare la moschea di Al- Aqsa.

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