Vannacci se ne va: Salvini perde il Generale e l'anima
L'uscita del vicepresidente dalla Lega è una sconfitta per Salvini che l'aveva cooptato contro le origini autonomiste del partito.
Due parole sul Generale
Non poteva che finire in questo modo. Vannacci ha utilizzato la Lega come trampolino di lancio ed ora andrà avanti per i fatti suoi. Se saprà unificare il fronte trasversale del dissenso rappresenterà la novità per le prossime elezioni
È stato un azzardo quello di cooptare il Generale nella Lega, un azzardo che ha solo arginato l’emorragia di voti alle europee.
Ora se ne va addirittura un vice segretario: questo è stato l’errore di Salvini, fare arrivare Vannacci sino alla segreteria di un partito che sin dall’inizio non aveva niente a che fare con la Lega.
Ok, in un partito ci sono sensibilità diverse, ma Vannacci era sin dall’inizio percepito dai militanti come un corpo estraneo. La Lega è la lega delle autonomie e delle libertà: senza di questo non c’è la Lega. Zaia (basti leggere il suo manifesto ) e Vannacci non sono due sensibilità diverse ma due cose diverse. E la Lega - può piacere o meno - è Zaia, Maroni, Bossi quella roba lì, a cui Salvini è rimasto nonostante diversi Holzwege, diversi sentieri interrotti, pur sempre legato. Quelle radici restano perché il Nord, il territorio, ne sente il bisogno.
La Lega perderà senza Vannacci voti ma avrà almeno salvato la sua anima. Adesso però Salvini si trova costretto a gestire una sconfitta interna che è solo sua. È a lui che si deve la scelta di Vannacci come suo vice.
Salvini si indebolisce nel partito ma anche fuori. Nel partito a questo punto la Lega delle origini avrà maggior peso, e la Lega ritornerà nelle sue riserve. Ad avvantaggiarsene dell’uscita del Generale, Meloni che si sposta ulteriormente al centro e vince.
È tutto o dimentico qualcosa?